Non dipingo per raccontare ciò che vedo, ma per dare forma a ciò che sento.
La mia arte nasce da un luogo interiore, dove le emozioni non hanno sempre un nome e i pensieri si trasformano in colori, materia e forme libere. Attraverso l’astratto, cerco di dare voce a ciò che spesso rimane nascosto, a quelle verità silenziose che ognuno custodisce dentro di sé.
Non seguo sempre un progetto preciso: a volte è il dipinto stesso a guidarmi, strato dopo strato, fino a rivelare qualcosa che non avevo previsto.
Per me, dipingere è un viaggio nell’invisibile, un modo per trasformare le esperienze della vita in qualcosa che possa essere sentito, anche senza essere spiegato.
Non cerco risposte definitive né interpretazioni obbligate. Lascio che ogni opera incontri lo sguardo di chi la osserva, affinché ognuno possa riconoscervi una parte di sé.
Perché, a volte, ciò che ci rappresenta più profondamente esiste prima ancora delle parole, prima ancora di un nome.